banca eticaIl tempo passa così velocemente che non abbiamo modo di percepire il cambiamento che avviene . I ricordi si affievoliscono rischiando di dimenticare  che anche noi come Rinascita Cristiana siamo stati invitati dall’allora Responsabile nazionale Alberto Mambelli ad essere protagonisti di un cambiamento possibile nella gestione del nostro denaro, delle nostre risorse finanziarie, piccole o grandi che siano.
In tempi diversi ci siamo avvicinati a Banca Etica, alcuni di noi fin dai primi momenti iniziali quando la Banca Etica era ancora una vera utopia: è stato un cammino silenzioso e discreto ma sempre in costante accrescimento. Il GIT – Gruppo di Iniziativa Territoriale -  si è caratterizzato nell’avere come promotori Associazioni diverse per storia e tradizione ma uniti nell’ idea di lavorare per uno sviluppo umano e sociale che attingesse ai valori della solidarietà e del bene comune.  Il Movimento Rinascita Cristiana ha colto subito l’importanza dell'iniziativa affiancandola e promuovendola.

 Siamo partiti nel gennaio  1997 collaborando con  la Coop. verso la Banca Etica nel cercare Capitale Sociale, abbiamo partecipato a fine  1998 all’Assemblea  che ha deliberato la trasformazione in Banca Popolare e dopo l’autorizzazione della Banca d’Italia, abbiamo festeggiato l’ 8 Marzo 1999 l’inizio dell’ attività di Banca Popolare Etica.
Oggi Banca Etica ha un Capitale Sociale di 64 Milioni  di Euro, con n° 42000 soci,  1.300 Milioni  di Raccolta e  1.100 Milioni di impieghi  con  n. 9110  fidi accordati.  Una struttura di  18 Filiali in Italia, la Direzione generale a Padova, 2 Filiali in Spagna,  si avvale di n° 32 Banchieri ambulanti e n° 91 Circoscrizioni locali …
Sembra il finale di una bella favola! Invece no, è pura realtà  e vogliamo dimostrare che siamo solo all’inizio !!!  e che possiamo ancora  dare il nostro contribuito. Sono passati 20 anni ed è bene ricordarlo per non perdere l’entusiasmo d’un tempo. Con questa consapevolezza, abbiamo  intenzione di richiamare ognuno di noi ad una maggiore responsabilità a portare avanti il progetto di una finanza alternativa e sostenibile  di cui anche  il Parlamento italiano con l’approvazione dell’Art. 111bis ne ha riconosciuto il valore.
Forse è sfuggito a molti che proprio il 28 novembre scorso a Montecitorio, parlamentari, esponenti del Governo e Soci di riferimento di B.E. hanno tracciato le prospettive di ciò che la Finanza Etica può fare per l’Italia e l’Europa. Dopo l’introduzione della Presidente Boldrini, si sono succeduti: Rossi Direttore Banca Italia, Messina Direttore BpE, Baranes Presidente Finanza Etica, Biggeri Presidente BpE, Lusetti Pres. Legacoop, Mons. Soddu  Direttore Caritas, Chiavacci presidente Arci, Don Ciotti Fondatore  Libera.
É stato messo in evidenza l’importanza di aver avviato un modello di business senza fine di lucro che sta dimostrando la sua validità e che è un guanto di sfida al sistema bancario tradizionale ed una proposta per un mondo più solidale.
Questi temi verranno ripresi e rilanciati dal  Direttore Generale Alessandro Messina di Banca Etica nel convegno sul tema   “I nostri soldi e le loro conseguenze”  che avrà luogo a Ferrara il 6 Febbraio 2018  con la presenza del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani ed il coordinamento di Simone Grillo.