GrechiNel periodo di Pasqua è sbarcato in Italia il più alto numero di migranti di questo anno, tra cui tanti minori non accompagnati. Molti sono annegati durante la traversata dalla Libia all'Italia. Noi di Rinascita Cristiana, come tutti, abbiamo assistito attoniti e impotenti a tanto dolore. Proponiamo quindi una riflessione sull'Europa che si accinge anche a nuove elezioni a cura di Serena Grechi, Responsabile nazionale. 
Ultimamente lo spirito europeo si sta sempre più immiserendo e forse spegnendo. Tutti credo abbiamo contribuito a questo fenomeno che è esploso con l'arrivo dei popoli immigrati da guerre, fame e quant'altro, numeri che in due anni sono cresciuti in maniera esponenziale e sono stati comunicati con scopi demagogici intollerabili, nessuno si è preso la briga di raccontare i numeri spalmandoli nei paesi facenti parte la UE. Se l'avessero fatto ci saremmo resi conto che l'accoglienza in Europa era possibile, invece ci siamo accorti che le regole in Europa non sono uguali per tutti.
Tutto questo ha portato ad uno scollamento tra il sentimento di unità fra popoli che aveva animato la nascita dell'Unione. Sentimento che è andato via via assottigliandosi con l'avanzata di populismi, nazionalismi, interessi locali di ogni paese, fenomeno che ha raggiunto il suo apice con l'uscita dell'Inghilterra dall'Unione.  

La responsabilità di tutto ciò è di tutti e per questo che bisogna agire per non aggravarla. Dall’osservare dei nostri gruppi emerge che l'Europa non può non tornare ad essere un progetto solidale e comune di popoli che dopo le atrocità di guerre civili hanno imparato a “vivere insieme”. Credevamo di esserci riusciti, ma non è così, oggi si stanno minando i fondamenti di quei principi di riconciliazione che ne erano il fondamento, un fondamento che nessuno ha il diritto di compromettere.
Cosa è successo all'Europa? Ci domanda Francesco in occasione del Premio Carlo Magno. Come è stato possibile reintrodurre nel discorso  politico europeo il concetto di nuovi  muri, a distanza di quasi un quarto di secolo dalla caduta del muro di Berlino? Già Giovanni Paolo ll dopo la caduta di quel muro disse che l'Europa poteva finalmente respirare con i suoi due polmoni (Oriente e Occidente),ora potremo dire che ha perso il capo e sta andando incontro ad una morte lenta e priva di memoria. Forse una demenza senile? Un deficit di compassione? Un indistinto sentimento di paura?
Indubbiamente abbiamo in Europa, ma anche all'interno dei nostri stessi paesi, un modo diverso di intendere il fenomeno immigrazione. La storia cammina con i migranti e i rifugiati e con essi si manifestano le contraddizioni, le omissioni e le responsabilità della politica internazionale. Gli Stati cosiddetti falliti di Somalia, Libia, Siria, mostrano il fallimento della comunità internazionale, della sua politica. Non è possibile fare di ogni erba un fascio ma possiamo distinguere migranti economici,  rifugiati e richiedenti asilo; di questi la categoria  più ampia è senz'altro la  "displace people" (persone fuori del luogo di appartenenza). Tutte persone che comunque appartengono all’ampia categoria degli esclusi e ora anche alla categoria degli espulsi; per queste persone lo spazio materiale per vivere è a rischio.
Sono questi i risultati delle dinamiche globali: la povertà estrema, i conflitti armati, i disastri ambientali, eredità tutte  di una storia egemonica di conquiste e di sfruttamento.
Cosa andrebbe fatto lo sappiamo tutti: nell'immediato identificare luoghi di sicurezza internazionale e corridoi umanitari  per sottrarre i richiedenti asilo allo sfruttamento dei trafficanti di esseri umani. Ma solo pochi passi sono stati fatti in questa direzione e ancora oggi organizzazioni internazionali e di volontariato ne richiedono l’attuazione.