Accogliendo il suggerimento del Consiglio nazionale è stato proposto a tutti gli aderenti di RC un incontro per scambiare iniziative e riflessioni in questo inizio di anno: 77 i partecipanti! Dopo un saluto di Serena Grechi, Responsabile nazionale, P. Licio Prati, Assistente nazionale, ha proposto ai partecipanti una riflessione sui brani della meditazione riguardanti la creazione e la chiamata di Abramo (Gn 1; 2;15). Una breve introduzione di Francesca Sacchi Lodispoto, Segretaria nazionale, sull’attuale Piano di Lavoro ha messo in evidenza la continuità con quello dell’anno passato "La dimensione pubblica della fede". La nostra fede ha sempre una dimensione pubblica e lo abbiamo toccato con mano in questo periodo di pandemia. È la fede che ci aiuta in un agire solidale con tutti e a trovare senso anche nei momenti più difficili. Numerosi gli interventi dei partecipanti da cui possiamo notare che SOLIDARIETÁ è stata la parola più discussa dai gruppi. Dalla responsabilità alla solidarietà e alla LIBERTÁ il cammino è obbligato anche dalla Costituzione italiana che la cita all’art.2.
Il prossimo appuntamento sarà sabato 19 dicembre sempre alle 15,30.
DALL'INTERVENTO DI P. LICIO PRATI
Il nostro meditare è un cercare la sorgente. Natale è atteso ed è alle porte. E il Signore dice a noi: “Io sono colui che è, che era, e che viene, l’onnipotente”. Guardiamo a lui nel tempo liturgico dell'Avvento. Due indicazioni della Scrittura: Guardare nei cieli arroventati dell’Apocalisse: la storia degli uomini e del mondo vi appare attraversata dalla furia selvaggia di tragedie ed immani forze distruttrici in gran parte provocate dall’essere umano che le cavalca. Come cavalli e cavalieri dei primi quattro sigilli in Ap 6,1-8. È una pagina che evoca scenari cupi della storia; molti amano parlarne, dipingerli in tempi di epidemie, magari come segno di una scatenata ira divina. Andando avanti al cap.19,11-16 e guardando colui che cavalca il cavallo bianco leggiamo: si chiama Fedele e Veritiero, giudica e combatte con giustizia, avvolto in un mantello intriso di sangue, del suo sangue, e il suo nome è Verbo di Dio e... sul mantello e sul femore porta scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori. È uno sguardo e sono parole che ci aiutano a ben valutare giorni presenti e giorni futuri. E nelle mani di chi affidiamo la nostra speranza.
Guardare anche nei cieli immensi, impietosi e vuoti su deserti aridi e inospitali in cui si può errare, perdersi, morire: quelli della condizione umana e quelli, che sono per noi un simbolo, attraversati dall’antico Israele e di cui si narra nei primi libri della Bibbia. Anche sotto questi cieli, vogliamo ascoltare e guardare. L’invito ci viene da Mosè (Dt 32,7-13): si tratta di saper leggere potenza, tenerezza e amore fedele nell’immagine del Dio che trova Israele sperduto nel deserto e lo solleva su ali d’aquila. (Il testo in documenti)



