GruppoAbbiamo scelto di approfondire il tema giovani e lavoro avvalendoci anche dei nostri contatti con il Centro di formazione professionale degli Stimmatini in Verona e dell'esperienza degli insegnanti presenti nel nostro Movimento. Abbiamo riportato qualche riflessione su famiglia e lavoro nate nei nostri gruppi.

Con la Buona Scuola è stato introdotto il modello dell’alternanza scuola-lavoro con obiettivo prioritario quello del contrasto alla disoccupazione e alla dispersione scolastica. Fulcro di tale iniziativa è la volontà di vedere la scuola protagonista di una politica strutturale finalizzata alla crescita e alla formazione di nuove competenze spendibili anche a livello lavorativo per tutti gli studenti della scuola superiore.
Analizzata dal punto di vista degli operatori coinvolti però la formula dell’alternanza scuola-lavoro evidenzia attualmente alcune criticità che elenchiamo per punti:

BassettiCari confratelli e – permettetemi – soprattutto cari amici,
sono ormai molti anni, dal 1994, che partecipo ai lavori della Conferenza Episcopale Italiana. Vi sento amici: per la conoscenza lunga e profonda, la comunione vissuta in momenti di fraternità, la condivisione di responsabilità e la discussione franca dei problemi della Chiesa italiana e del mondo. Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine al Santo Padre per la fiducia e la premura che ha riposto nella mia persona affidandomi questo incarico. Un pensiero particolare lo rivolgo, inoltre, al Cardinale Angelo Bagnasco, per due mandati presidente della CEI. Lo ringrazio di cuore, a nome di tutti, per il suo servizio, la fedeltà al Papa e alla Chiesa, e l’attenzione dedicata ad ognuno di noi.

GrechiNel periodo di Pasqua è sbarcato in Italia il più alto numero di migranti di questo anno, tra cui tanti minori non accompagnati. Molti sono annegati durante la traversata dalla Libia all'Italia. Noi di Rinascita Cristiana, come tutti, abbiamo assistito attoniti e impotenti a tanto dolore. Proponiamo quindi una riflessione sull'Europa che si accinge anche a nuove elezioni a cura di Serena Grechi, Responsabile nazionale. 
Ultimamente lo spirito europeo si sta sempre più immiserendo e forse spegnendo. Tutti credo abbiamo contribuito a questo fenomeno che è esploso con l'arrivo dei popoli immigrati da guerre, fame e quant'altro, numeri che in due anni sono cresciuti in maniera esponenziale e sono stati comunicati con scopi demagogici intollerabili, nessuno si è preso la briga di raccontare i numeri spalmandoli nei paesi facenti parte la UE. Se l'avessero fatto ci saremmo resi conto che l'accoglienza in Europa era possibile, invece ci siamo accorti che le regole in Europa non sono uguali per tutti.
Tutto questo ha portato ad uno scollamento tra il sentimento di unità fra popoli che aveva animato la nascita dell'Unione. Sentimento che è andato via via assottigliandosi con l'avanzata di populismi, nazionalismi, interessi locali di ogni paese, fenomeno che ha raggiunto il suo apice con l'uscita dell'Inghilterra dall'Unione.  

Napoli conferenza3In un mondo condizionato dall’alta tecnologia globalizzante, dai rapporti umani veloci e instabili parlare di esperienza di Dio sembrerebbe poco popolare. «Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata»[1].
Vi sono tre sfide che il cristiano affronta ogni giorno.
Sfida dell’impegno socio-culturale: integrazione culturale società multiculturale, multietnica.
Sfida delle comunicazioni, il cyber bullismo; mobbing.
Sfida del rinnovamento ad intra della Chiesa: spiritualità familiare; esigenze di rinnovamento.
Il Concilio insegna che «è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli i doveri e affari del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta» (LG 31).

FrancescaL’identità di Rinascita Cristiana

RC è nata in tempo di crisi, per i tempi di crisi, per stare vigile ed attiva non solo entro il confine ma sul confine... indirizzata cioè come gruppo e insieme di  gruppi alla missione di dialogo culturale e promozione solida e seria umano-cristiana dell'ambiente di vita in cui Dio ha messo ciascuno e il gruppo.

Il fine ultimo del gruppo e del movimento è la evangelizzazione missionaria:la promozione della fede vissuta presso i lontani dalla fede e vita cristiana.

Poi si è arrivati rapidamente alla crisi odierna: il lavoro è divenuto precario, la sicurezza sociale è diminuita e la caratterizzazione dei nuovi destinatari o aderenti a RC, sempre meno formati religiosamente dall'ambiente d'origine, si è spostata forse in modo tale da non permettere più una individuazione dei nostri destinatari su base sociologica-sociale. Restava solo l'idea della "azione del simile sul simile" come la più immediata e diretta indicazione.

E il richiamo allora e oggi ad una spiritualità di Incarnazione come fatto totale che ci caratterizza come movimento di spiritualità.

CasatiQuesto il titolo che mi è stato affidato.
Faccio una premessa. Sono lontano dai vostri gruppi da trent’anni e quindi registrerete purtroppo nelle mie parole una distanza, che per fortuna sarà colmata dagli interventi di oggi che entreranno sempre nel tema, penso a quello ora ascoltato di Serena Grechi e quelli che seguiranno nella mattinata e nel pomeriggio. Mi sento più sereno: colmeranno i miei vuoti e colmeranno anche questa mia modalità di  procedere non tanto per concatenazioni logiche ma più per storie e sussulti, in uno stile quasi rapsodico.

LicioI gruppi di Rinascita Cristiana stanno sviluppando nella meditazione proposta dal piano di Lavoro, il tema dell’Alleanza e, a partire dal seminario estivo, quello di un pensare critico; sono per noi un invito ad un sano discernimento e ad un valido impegno.

Cosa c’è in un nome?

What’s in a name? that which we call a rose… – si chiederebbe la Giulietta di Shakespeare.

Cosa c’è dentro la parola diathêke (che traduciamo con ‘alleanza, testamento’)? E dentro la parola lógos (che noi traduciamo con ‘Verbo, Parola’)?

 

Capisci quello che leggi
Per un uso critico della Bibbia nella pastorale di Francesca Sacchi Lodispoto

Atti 8, 26-40. Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Và avanti, e raggiungi quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:

Poverta esclusione sociale

Cenni sulle politiche contro povertà ed esclusione sociale

(a cura di P. Grasselli)

1.Interventi pubblici di welfare sociale (da Gori, Ghetti,…)

il Welfare Sociale è l’insieme di servizi alla persona e prestazioni monetarie erogati per alleviare, rimuovere o prevenire condizioni di disagio e/o mancanza di autonomia… in concreto, servizi sociali e socio-educativi di competenza dei Comuni, dei servizi socio-sanitari di titolarità delle ASL (Regioni), di alcune

prestazioni monetarie (d’invalidità civile e contro la povertà) di responsabilità statale… due gruppi di utenti: chi in situazione di disagio (povertà, varie forme di emarginazione)… chi in condizione di ridotta autonomia (anziani non autosufficienti, disabilità, bambini piccoli)… entrambi esposti ai cd “nuovi rischi del welfare”, fragilità diffusesi fortemente negli ultimi decenni…
Il Welfare Sociale non rientra tra le categorie tradizionalmente utilizzate per indicare le componenti del

Cittadini e istituzioni
Occorre un’Italia “più capace di prendersi cura, a partire dai bisogni essenziali ma non limitandosi a quelli, nella prospettiva della ricostruzione dei legami, delle storie personali e familiari, delle comunità territoriali” (Frigo).

Istituzioni e cittadini oggi in italia - prof. Giuseppe Dalla Torre

1. Diffidenza per le istituzioni ma senso civico?

Si è sempre detto che gli italiani sarebbero caratterizzati, tra l’altro, da scarso senso civico e l’osservazione quotidiana dello svolgersi della vita nel nostro Paese sembrerebbe dare, spesso, una indiscutibile conferma dell’assunto.
Si tratta di un assunto che è tanto risalente nel tempo e radicato, del quale sono state date diverse motivazioni. Una di queste, e certamente tra le più ricorrenti, consiste nel ritenere che da noi la cittadinanza sarebbe debole in ragione delle radicate convinzioni cattoliche. L’Italia, in altre parole, non avendo conosciuto la Riforma