zelenskiy papa putinTutto l’«Angelus» di domenica 2 ottobre 2022 è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Un solo precedente: il conflitto in Siria il 1° settembre 2013. «L’andamento della guerra è talmente grave, devastante e minaccioso da suscitare grande preoccupazione. Questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre più, rischiando di allargarsi. Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori. Certe azioni non possono mai essere giustificate! È angosciante che il mondo impari la geografia dell’Ucraina con nomi di Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia, luoghi di sofferenze».
«L’umanità è davanti alla minaccia atomica. Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e dell’umanità che alberga in ogni cuore, si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati e condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili, fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, dei diritti delle minoranze. Deploro vivamente la grave situazione che aumenta il rischio di un’escalation nucleare con conseguenze incontrollabili e catastrofiche». Per la prima volta si rivolge direttamente ai presidenti, senza nominarli: «Il mio appello al presidente della Federazione Russa, supplicandolo di fermare, anche per amore del suo popolo, la spirale di violenza e morte. Addolorato per l’immane sofferenza del popolo ucraino per l’aggressione, dirigo un altrettanto fiducioso appello al presidente dell’Ucraina a essere aperto a serie proposte di pace. Ai protagonisti della vita internazionale e ai responsabili politici chiedo di fare il possibile per porre fine alla guerra. Facciamo respirare ai giovani l’aria sana della pace, non quella inquinata della guerra».
«Dopo sette mesi di ostilità si faccia ricorso alla diplomazia per far finire questa immane tragedia. La guerra è un errore e un orrore! Confidiamo nella misericordia di Dio, che può cambiare i cuori, e nell’intercessione della Regina della pace. Evitiamo di accentuare le rivalità e di rafforzare i blocchi contrapposti. Abbiamo bisogno di capi che permettano ai popoli di comprendersi e dialogare, e generino un nuovo “spirito di Helsinki”». Silenzio (al momento in cui scriviamo) da Mosca e da Kiev. Commenta l’arcivescovo di Mosca, l’italiano Paolo Pezzi: «L’appello accorato e profondo viene da una immedesimazione profonda con il cuore di Cristo. Parole che non possono non raggiungere il cuore dei presidenti russo e ucraino». (Il testo integrale)