Nel giorno di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, il Papa si rivolge a tutte le persone del mondo con la sua nuova esortazione Laudate Deum. Questa esortazione non solo completa il messaggio dell’enciclica Laudato si’ pubblicata otto anni fa, ma è un nuovo documento, ricco di dati e numeri tratti dalla letteratura scientifica più recente. La Laudate Deum non si limita soltanto a lanciare un ulteriore drammatico allarme per le conseguenze sempre più gravi del cambiamento climatico nella speranza che la cop28 di Dubai possa finalmente invertire la tendenza prima che sia troppo tardi, ma contiene molto di più, e nel capitolo dedicato alla debolezza della politica internazionale mette il dito su una piaga dei nostri tempi: l’assenza di istituzioni e organizzazioni sovranazionali in grado di far rispettare gli impegni presi e di dirimere le controversie. La visione che il Papa propone è quella multipolare insistendo sulla necessità di favorire accordi multilaterali tra gli Stati, e della possibilità «di qualche forma di autorità mondiale regolata dal diritto», cioè di «organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali». Organizzazioni in grado di «assicurare la realizzazione di alcuni obiettivi irrinunciabili. Servono strumenti nuovi, non una semplice riedizione di quelli vecchi.
Perché, conclude Francesco, «non sarà più utile sostenere istituzioni che preservino i diritti dei più forti senza occuparsi dei diritti di tutti». Sia che si affronti la crisi climatica e migratoria, sia che si parli dei conflitti che insanguinano il globo o che ci si occupi finalmente dello scandalo della fame e della sete nel mondo con la proposta di cambiare l’attuale sistema economico finanziario che produce “inequità”. Tutti fenomeni interconnessi, come aveva ampiamente già mostrato l’enciclica Laudato si’
Schema Laudate deum