Giornata del creato: la guerra distrugge la terra e limita la distribuzione del cibo
Nel messaggio della Cei per la prossima Giornata del creato, 1 settembre, troviamo forte l'invito a tornare al "gusto del pane” da condividere tra fratelli.
Il Messaggio “Prese il pane, rese grazie”, è stato preparato dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e dalla Commissione Episcopale per l'ecumenismo e il dialogo; accompagnerà anche il tempo del Creato dal 1° settembre al 4 ottobre 2022).
“Chi non è grato non è misericordioso. Chi non è grato non sa prendersi cura e diventa predone e ladro, favorendo le logiche perverse dell’odio e della guerra. Chi non è grato diventa vorace, si abbandona allo spreco, spadroneggia su quanto, in fondo, non è suo ma gli è stato semplicemente offerto. Chi non è grato, può trasformare una terra ricca di risorse, granaio per i popoli, in un teatro di guerra, come tristemente continuiamo a constatare in questi mesi”. Con una guerra che distrugge la terra e limita la distribuzione del cibo” “siamo tutti a rischio di divenire ingrati e rapinatori; ingrati ed ingiusti. E questo verso la creazione, la società umana e Dio”. “Gesù, dopo aver preso il pane nelle sue mani, pronuncia le parole di benedizione e rende grazie”, ricordano i vescovi nel messaggio: “È la gratitudine il suo atteggiamento più distintivo, nel solco della tradizione pasquale. Essere grati è, dunque, l’attitudine fondamentale di ogni cristiano, è la matrice che ne plasma la vita; più radicalmente, è la cifra sintetica di ogni essere umano: siamo tutti ‘un grazie che cammina’. (Leggi l'intero documento)
Il Card. Matteo Zuppi è il nuovo Presidente dei Vescovi italiani
Papa Francesco ha nominato il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Ad una prima estemporanea intervista data alla stampa il Cardinale ha usato tre parole: collegialità, cammino sinodale e pace. "Comunione e missione sono le parole che sento nel cuore. Cercherò di fare del mio meglio, restiamo uniti nella sinodalità". La Chiesa per il CArdinale è una Chiesa in movimento: "la missione quella di sempre: la Chiesa che parla a tutti e parla con tutti", "la Chiesa che sta per strada e che cammina, la Chiesa che parla un'unica lingua, quella dell'amore, nella Babele di questo mondo".
Il Movimento Rinascita Cristiana accompagna con la preghiera il cardinale Matteo Zuppi nel suo nuovo servizio alla Chiesa come presidente della Cei.
Retinopera: Appello Ucraina
Al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio
Il 6 maggio la rete di 23 Associazioni, Movimenti e Organizzazioni cattoliche a livello nazionale a cui aderiscono circa otto milioni di cattolici, ha espresso in un comune documento la propria crescente angoscia per le vicende per la guerra in Ucraina e le proprie aspettative e speranze di pace. L'intero appello condivide profondamente l'invito del Papa ad impegnarsi sempre di più per il bene comune e ad essere costruttori di pace. Il Papa nel messaggio Urbi et Orbi del 17 aprile invita a contrastare lo "spirito di Caino" e a lasciare entrare la pace di Cristo nelle nostre vite, nelle nostre case e nei nostri Paesi.
"Retinopera chiede al Governo Italiano di operare affichè l'Unione Europea prepari e poi sostenga una proposta di negoziato per porre fine alla guerra. Siamo convinti che l'assoluta condanna nei confronti dell'aggressore può e deve essere accompagnata da un'iniziativa volta ad una seria trattativa. La pace si fa tra nemici. Non possiamo rischiare di far precipitare questa carneficina in una terza guerra mondiale nella quale periremo tutti.
Siamo convinti che il Governo italiano ha tutte le competenze e un baaglio di esperienze, convinzioni e capacità per sostenere attivamente lo studio e la definizione di proposte concrete volte al negoziato". (Leggi l'intero documento con l'elenco delle Associazioni aderenti)
I Vescovi italiani un appello e una preghiera per fermare la guerra
Il card. Bassetti ha aperto il Consiglio permanente della Cei, il 21 marso, lanciando un nuovo appello per fermare la guerra in Ucraina e chiedendo all'Europa di mobilitarsi per l'accoglienza attraverso una ripartizione dei profughi nei vati Stati.
“Questa ‘inutile strage’ del nostro tempo sia fermata”, ha esclamato Bassetti, che si è unito alle parole pronunciate dal Papa nell’Angelus di ieri: “Tutto questo è disumano! Anzi, è anche sacrilego, perché va contro la sacralità della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia”. “Le guerre sono sempre ingiuste”, ha ripetuto assetti con il Papa.
“Le nostre Chiese stanno facendo e faranno la loro parte nell’accoglienza e nell’apertura di corridoi per favorire l’arrivo in sicurezza delle persone che sono bloccate nei Paesi di transito, che non riescono più a proseguire il loro viaggio o sono troppo vulnerabili per farlo”, ha assicurato il cardinale. L’auspicio della Cei è che “la mobilitazione della comunità politica internazionale possa trovare una soluzione al conflitto, intensificando gli sforzi diplomatici per arrivare alla cessazione delle ostilità e dell’indiscriminata violenza, che rappresentano sempre un passo indietro nel cammino dell’umanità”. “Ci conforta, in tal senso, la recente esperienza dell’Incontro ‘Mediterraneo frontiera di pace’ vissuto a Firenze dal 23 al 27 febbraio”, il bilancio: “Noi vogliamo costruire la pace: vogliamo farlo per le nostre città, per le nostre comunità religiose, per le nostre famiglie, per i nostri figli. La pace è un valore che non si può barattare con nulla. Perché la vita umana non si compra e non si uccide! Sogniamo e vogliamo la pace tra tutti i popoli”.
La Conferenza Episcopale Italiana propone una preghiera per la pace da celebrare il sabato o la domenica delle palme. Anche Rinascita Cristiana si unisce a questa preghiera. PREGHIERA PER LA PACE
Il Presidente della Conferenza Episcopale polacca a Kirill Patriarca ortodosso di Mosca
Una interessante rassegna stampa dello scambio di lettere tra il Vescovo polacco Gadecki e il Patriarca Kirill a cura di don Pier Giuseppe Accornero.
«Ti prego, fratello, il più umilmente possibile, di fare appello a Vladimir Putin per il ritiro dell’esercito russo da uno Stato sovrano quale l’Ucraina perché nessuna ragione giustifica mai la decisione di iniziare un’invasione militare di un Paese indipendente, il bombardamento di case, scuole e asili; affinché termini l’insensata lotta contro il popolo ucraino, nella quale stanno morendo persone innocenti, e la sofferenza non riguarda solo i militari, ma anche i civili, donne e bambini».
La lettera dell’arcivescovo Stanisław Gądecki e la risposta del Patriarca. Il presidente della Conferenza episcopale polacca il 2 marzo si rivolge a Kirill, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie. La risposta il 6 marzo con un attacco diretto alla cultura antropologicamente decadente dell’Occidente: getta tutto il suo peso a favore dell’aggressione di Putin all’Ucraina. Essa riguarda «da quale parte di Dio intenda stare l’umanità» e, in particolare, quale atteggiamento prendere sull’«impero della menzogna», cioè l’Occidente, impegnato ad assecondare le richieste del mondo omosessuale. Il «Moscow Times» ricorda la lettera di alcune centinaia di pope russi contrari all’invasione dell’Ucraina. Il Patriarcato di Mosca nell’ottobre 2018 ha subìto lo scisma dalla Chiesa ucraina che si è staccata da Kirill, si è dichiarata autocefala ed è stata riconosciuta da Bartolomeo Patriarca di Costantinopoli. La nascita a Kiev della Chiesa ortodossa nazionale è una sconfitta totale per Mosca. «Le parate gay – dice ora Kirill, con un’argomentazione che non c’entra nulla - hanno lo scopo di dimostrare che il peccato fa parte del comportamento umano» e che ospitarle è «una prova di lealtà» dei governi occidentali. Un atteggiamento invece «rifiutato» dalle autoproclamate Repubbliche indipendentiste nell’Ucraina orientale.



