Carta d'intenti per il "Cammino sinodale" della chiesa italiana
«I Vescovi italiani hanno dato avvio, nella 74° Assemblea Generale, al cammino sinodale secondo quanto indicato da Papa Francesco e hanno proposto una prima bozza della Carta d’intenti presentata al Santo Padre. Al tempo stesso, hanno affidato al Consiglio Permanente il compito di costituire un gruppo di lavoro per armonizzarne temi, tempi di sviluppo e forme. Il Cardinale Presidente, S. Em. Gualtiero Bassetti, nella sua Introduzione ha definito “quel processo necessario che permetterà alle nostre Chiese che sono in Italia di fare proprio, sempre meglio, uno stile di presenza nella storia che sia credibile e affidabile, perché attento ai complessi cambiamenti in atto e desideroso di dire la verità del Vangelo nelle mutate condizioni di vita degli uomini e delle donne del nostro tempo”. Non si tratta, ha precisato il Presidente della CEI, soprattutto o tanto di un evento, ma di uno stile capace di valorizzare il “Noi ecclesiale”, dando voce ai vissuti e alle peculiarità delle comunità che sono in Italia e plasmando così la figura conciliare della Chiesa “popolo di Dio”. In quest’ottica, il percorso – che si snoderà dal 2021 al 2025 nel solco delle indicazioni emerse dal Convegno Ecclesiale di Firenze – non può essere precostituito, perché la dinamica del processo sinodale richiede che il cammino si costruisca e cresca man mano, facendo tesoro dell’ascolto, della ricerca e delle diverse proposte.
Il “Cammino sinodale”, disegnato dalla Carta d’intenti, diventa un metodo di ricerca e di sperimentazione che costruisce l’agire pastorale a partire dal basso e in ascolto dei territori. La sfida infatti è quella di sviluppare insieme la riflessione e la pratica pastorale: “ascolto”, “ricerca” e “proposta” rappresentano dunque i tre momenti di lettura della situazione attuale e di immaginazione del futuro della Chiesa nella società.
Marinella Perroni - Sui sentieri della speranza: il percorso di Rinascita Cristiana
Un ministero nuovo con origini antiche
E' stato pubblicato il 10 maggio il Motu proprio Antiquum Ministerium con cui Francesco stabilisce il ministero laicale di catechista: un’urgenza per l’evangelizzazione nel mondo contemporaneo, da svolgersi in forma secolare, senza cadere nella clericalizzazione. Il documento è di grande interesse per le tantissime persone di Rinascita Cristiana che negli anni si sono spese nella catechesi di bambini, giovani e particolarmente degli adulti.
Nel contesto dell’evangelizzazione nel mondo contemporaneo e di fronte a “l’imporsi di una cultura globalizzata”, infatti, “è necessario riconoscere la presenza di laici e laiche che, in forza del proprio battesimo, si sentono chiamati a collaborare nel servizio della catechesi”. Non solo: il Pontefice sottolinea l’importanza di “un incontro autentico con le giovani generazioni”, nonché “l’esigenza di metodologie e strumenti creativi che rendano l’annuncio del Vangelo coerente con la trasformazione missionaria della Chiesa”.



