I nostri Vescovi alla comunità cristiana
Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana invia un messaggio a tutte le comunità facendo proprio l'invito di Paolo ai Romani (Rm 12,12): Siate lieti nella speranza/ costanti nella tribolazione/ perseveranti nella preghiera.
Fratelli e sorelle,
vorremmo accostarci a ciascuno di voi e rivolgervi con grande affetto una parola di speranza e di consolazione in questo tempo che rattrista i cuori. Viviamo una fase complessa della storia mondiale, che può anche essere letta come una rottura rispetto al passato, per avere un disegno nuovo, più umano, sul futuro. «Perché peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi» (Papa Francesco, Omelia nella Solennità di Pentecoste, 31 maggio 2020).
Ai componenti della Comunità cristiana cattolica, alle sorelle e ai fratelli credenti di altre Confessioni cristiane e di tutte le religioni, alle donne e agli uomini tutti di buona volontà, con Paolo ripetiamo: «Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12,12).
Inviamo questo messaggio mentre ci troviamo nel pieno della nuova ondata planetaria di contagi da Covid-19, dopo quella della scorsa primavera. L’Italia, insieme a molti altri Paesi, sta affrontando grandi limitazioni nella vita ordinaria della popolazione e sperimentando effetti preoccupanti a livello personale, sociale, economico e finanziario. Le Chiese in Italia stanno dando il loro contributo per il bene dei territori, collaborando con tutte le Istituzioni, nella convinzione che l’emergenza richieda senso di responsabilità e di unità: confortati dal magistero di Papa Francesco, siamo certi che per il bene comune occorra continuare in questa linea di dialogo costante e serio.
Zoom: primo incontro nazionale 21 novembre
Accogliendo il suggerimento del Consiglio nazionale è stato proposto a tutti gli aderenti di RC un incontro per scambiare iniziative e riflessioni in questo inizio di anno: 77 i partecipanti! Dopo un saluto di Serena Grechi, Responsabile nazionale, P. Licio Prati, Assistente nazionale, ha proposto ai partecipanti una riflessione sui brani della meditazione riguardanti la creazione e la chiamata di Abramo (Gn 1; 2;15). Una breve introduzione di Francesca Sacchi Lodispoto, Segretaria nazionale, sull’attuale Piano di Lavoro ha messo in evidenza la continuità con quello dell’anno passato "La dimensione pubblica della fede". La nostra fede ha sempre una dimensione pubblica e lo abbiamo toccato con mano in questo periodo di pandemia. È la fede che ci aiuta in un agire solidale con tutti e a trovare senso anche nei momenti più difficili. Numerosi gli interventi dei partecipanti da cui possiamo notare che SOLIDARIETÁ è stata la parola più discussa dai gruppi. Dalla responsabilità alla solidarietà e alla LIBERTÁ il cammino è obbligato anche dalla Costituzione italiana che la cita all’art.2.
Il prossimo appuntamento sarà sabato 19 dicembre sempre alle 15,30.
DALL'INTERVENTO DI P. LICIO PRATI
Il nostro meditare è un cercare la sorgente. Natale è atteso ed è alle porte. E il Signore dice a noi: “Io sono colui che è, che era, e che viene, l’onnipotente”. Guardiamo a lui nel tempo liturgico dell'Avvento. Due indicazioni della Scrittura: Guardare nei cieli arroventati dell’Apocalisse: la storia degli uomini e del mondo vi appare attraversata dalla furia selvaggia di tragedie ed immani forze distruttrici in gran parte provocate dall’essere umano che le cavalca. Come cavalli e cavalieri dei primi quattro sigilli in Ap 6,1-8. È una pagina che evoca scenari cupi della storia; molti amano parlarne, dipingerli in tempi di epidemie, magari come segno di una scatenata ira divina. Andando avanti al cap.19,11-16 e guardando colui che cavalca il cavallo bianco leggiamo: si chiama Fedele e Veritiero, giudica e combatte con giustizia, avvolto in un mantello intriso di sangue, del suo sangue, e il suo nome è Verbo di Dio e... sul mantello e sul femore porta scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori. È uno sguardo e sono parole che ci aiutano a ben valutare giorni presenti e giorni futuri. E nelle mani di chi affidiamo la nostra speranza.
Guardare anche nei cieli immensi, impietosi e vuoti su deserti aridi e inospitali in cui si può errare, perdersi, morire: quelli della condizione umana e quelli, che sono per noi un simbolo, attraversati dall’antico Israele e di cui si narra nei primi libri della Bibbia. Anche sotto questi cieli, vogliamo ascoltare e guardare. L’invito ci viene da Mosè (Dt 32,7-13): si tratta di saper leggere potenza, tenerezza e amore fedele nell’immagine del Dio che trova Israele sperduto nel deserto e lo solleva su ali d’aquila. (Il testo in documenti)
Consiglio nazionale in video conferenza
Sabato 31 ottobre via zoom si è radunato il Consiglio Nazionale: tutti hanno sottolineato la necessità di creare occasioni e, laddove è possibile, luoghi di dialogo e confronto per vivere insieme l’esperienza della meditazione e dell’inchiesta proposta nel Piano di Lavoro. L’esperienza della video-conferenza è stata molto bella anche se è mancata la stretta di mano, lo scambio di un sorriso; nelle nostre case è risonata la voce di persone alle quali sappiamo di voler bene e con cui condividiamo un progetto comune. “Siamo stati ospitati di tutti e tutti abbiamo ospitato” come si è espresso uno di noi. Lo scambio sulle realtà di tutte le regioni ha messo in evidenza la creatività e la voglia di fare di tutti, anche e soprattutto dei gruppi più anziani. E' stata accolta la proposta di un gruppo nazionale tra i tanti partecipanti a Rinascita che desiderano collegarsicirca una volta al mese. La prima riunione di questo gruppo nazionale sarà sabato 21.
A conclusione dell'incontro la Responsabile nazionale: "Vi chiedo di non mollare, di diffondere quello che facciamo poichè il nostro Piano di Lavoro è facilmente fruibile e i temi suggeriti sono di interesse nella società di oggi e sono le stesse sfide indicate nella “Laudato sii”. Cerchiamo di lavorare insieme e se non è possibile incontrarci scriviamoci, telefoniamoci e rimaniamo in contatto".
Sui sentieri della speranza
Negli anni passati abbiamo trattato i temi dei confini, dell'immigrazione, della solidarietà, senza, forse, sentirne realmente l'urgenza, e pensando che piccoli aggiustamenti fossero sufficienti. A rompere questa convinzione hanno iniziato i disastri ecologici, il Sinodo sull'Amazzonia e infine la diffusione della pandemia. Tutti questi fenomeni hanno reso evidenti le contraddizioni in cui siamo immersi e reso attuali parole troppo spesso snobbate come interdipendenza, beni comuni, cura del pianeta. La "dimensione pubblica della fede" è emersa con forza e con modalità nuove dalle riflessioni appena terminate; sta a noi ora proseguire queste riflessioni e testimoniare nella nuova situazione in cui ci troviamo il nostro impegno di cristiani "costruttori di speranza". Alcune “parole chiave” come vita, solidarietà, povertà, razzismo, istruzione, ecologia, corpo… poste insieme ad altre in apertura alla nostra inchiesta ci rimandano ai tanti aspetti della vita quotidiana per rimettere in discussione modelli economici, finanziari e tecnologici e sviluppare partecipazione, democrazia e uno stile di vita più ecologico e solidale. Il nostro discernimento sarà aiutato dai testi della Laudati si' di cui ricorre il quinto anniversario.
Ansa, SIR e Faro di Roma: comunicato stampa
Quale idea di fede, di comunità, di popolo e di Chiesa abbiamo sperimentato in questo periodo e possiamo intravvedere per il futuro? Che tipo di sviluppo possiamo immaginare, che economia e politica vogliamo, che rapporto tra nord e sud in Italia e nel mondo pensiamo sia possibile? Si può risolvere il problema educativo e il bisogno di socialità dei giovani solo attraverso la tecnologia? A queste domande cerca di dare una risposta il movimento ecclesiale Rinascita Cristiana che quest’anno propone ai suoi gruppi, sparsi in tutta Italia, di ideare nuovi percorsi per essere “donne e uomini costruttori di futuro”. Parlare di futuro in una situazione di crisi non è un azzardo, ma una necessità. Già oggi ci troviamo ad abitare in un mondo cambiato, segnato dai fatti vissuti in cui è fondamentale proseguire la riflessione e testimoniare nelle nuove situazioni l'impegno di cristiani. A partire dai contesti di vita di ciascuno, per incidere poi nell’ambito dell’economia e della finanza, della tecnologia e della scienza, della democrazia e della partecipazione, dell’ecologia e degli stili di vita. L’obiettivo del Piano di lavoro 2020-2021 è proprio quello di aiutare a riflettere sui comportamenti e sulla capacità di fare scelte per provare a testimoniare la fede in maniera più efficace e costruire una società più giusta. Il tutto alla luce della Parola di Dio e di alcune indicazioni fornite dalla Laudato si’ che trovano eco nell’enciclica Fratelli tutti.
Una solidarietà rinnovata tra persone, popoli e nazioni: il messaggio dei vescovi europei
L’assemblea plenaria del CCEE si è svolta in modalità online dal 25 al 27 settembre. I vescovi – presidenti di tutte le Conferenze episcopali europee – hanno discusso e riflettuto delle ricadute che la pandemia ha avuto nella vita delle Chiese e delle singole società. “Non abbiamo, al riguardo, soluzioni pratiche che spettano a quanti hanno responsabilità pubbliche, ma fa parte del nostro dovere pastorale richiamare alla coscienza personale e collettiva alcuni atteggiamenti di ordine spirituale ed etico”, scrivono i vescovi che esortano le comunità cattoliche del continente a non perdere “la fiducia” senza la quale “non è possibile guardare al domani”. Ma al cuore del messaggio c’è soprattutto un richiamo forte al senso di solidarietà. “L’esperienza universale – scrivono – dimostra che ogni essere umano ha bisogno degli altri, che nessuno è autosufficiente: basta un virus invisibile per piegare l’illusione di essere invincibili. La nostra gratitudine va a medici, operatori sanitari, forze dell’ordine, volontari che, sull’esempio di Cristo, hanno sostenuto le popolazioni in difficoltà, specialmente i più deboli”. E aggiungono: “La ricerca di vie solidali per l’affronto delle difficoltà, come per la tenuta e la ripresa della normalità della vita, esprime la consapevolezza di essere gli uni accanto agli altri nel medesimo destino, ed esige forme concrete di espressione, anche verso il creato, per il quale siamo chiamati ad avere una rinnovata cura, perché è l’opera di Dio data a noi come casa comune. Sappiamo che il Continente sta percorrendo questa strada, e noi vescovi incoraggiamo ogni sforzo per essere all’altezza del compito, ricordando la sua responsabilità di fronte al mondo che scaturisce dall’umanesimo cristiano all’origine della sua storia”. (Il testo integrale del messaggio)



