Rinascita Cristiana ed emergenza Coronavirus
Dal 10 marzo nuovi decreti della Presidenza del Consiglio chiedono un sacrificio di contenimento a tutta l'Italia e non più solo alle regioni del nord. Nelle settimane passate abbiamo rinviato molti appuntamenti e forse lo dovremmo continuare a fare. L’affetto e la preghiera di tutto il Movimento va in particolare alle città e alle regioni in cui sono presenti e attivi i nostri gruppi. Desideriamo esprimere anche tutta la nostra gratitudine a quei gruppi che, anche in questa occasione, hanno fatto sentire la loro partecipazione al movimento inviando i loro resoconti d’inchiesta, le loro riflessioni e contributi.
Viviamo in un periodo privilegiato dell’anno liturgico: la Quaresima e il cammino verso la Pasqua, un tempo forte che eravamo abituati a vivere in maniera comunitaria e che adesso dobbiamo riscoprire in un’altra dimensione. Anche la Chiesa che vive in Italia condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese. “Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”. Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”. L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica.
I gruppi di RC hanno interrotto gli incontri in questo periodo e lo hanno fatto per senso di responsabilità verso il bene comune; perciò in questo momento i Responsabili nazionali desiderano esprimere a tutti la loro vicinanza e incoraggiare ciascuno affinché i nostri gruppi possano essere per tutti una testimonianza di serenità, di relazioni buone, di vicinanza e di sostengo reciproco nel coltivare la Speranza.
Ci ricordiamo della preghiera del nostro ultimo Congresso nazionale che può unirci tutti
Donaci, o Signore Gesù crocifisso e risorto,
di uscire dalla folla per seguirti
con passo deciso sulle strade difficili e meravigliose
di un’umanità resa nuova dal tuo amore e dalla tua tenerezza.
Liberaci dalla paura da ciò che è nuovo.
Rendici capaci di cogliere
i segni della tua perenne presenza tra noi:
nelle ferite degli uomini e delle donne del nostro tempo,
nei gesti di solidarietà che arricchiscono il banchetto della vita,
nel bene che cresce, nel silenzio interiore
che è attesa e invocazione di Te.
Fa che possiamo conoscerti e la conoscenza ci porti ad amarti
e a servirti nei nostri fratelli.
Perché senza di te anche la speranza muore
perché tu sei la vita, la nostra pace,
la meta finale dei nostri cammini.
Donaci il coraggio del tuo Spirito
per riprendere il nostro cammino verso il futuro.
La lettera dei Responsabili Nazionali
Care amiche e cari amici,
siamo vicini ad ognuno di voi in un momento così difficile da comprendere e da vivere. Il virus che ha scosso la realtà sociale, la nostra economia, i tanti precari che stanno perdendo il lavoro o lo potranno perdere, gli incerti della borsa che mettono a repentaglio I risparmi, il blocco dei trasporti e del turismo, ci ha messo davanti alla globalizzazione da un’altra punto di vista dal quale eravamo abituati ad osservarla.Ora ci poniamo tante nuove domande sul nostro modo di vivere insieme, di avere relazioni, di lavorare… Come sarà il futuro? Non lo sappiamo e non possiamo prevedere molto, per ora possiamo cercare di contenere il virus a prezzo di sacrifici enormi senza però che questo mini le nostre certezze e aumenti troppo le nostre paure.
Da cristiani viviamo come sempre la nostra fede fatta di relazione, di comunità, di dialogo con tutti fratelli e stranieri; da cristiani non vogliamo sottostare ad un individualismo dilagante, al prevalere della paura.Mille e a volte contraddittorie sono le informazioni che ci arrivano dai mezzi di comunicazione e dai social; mai come ora è necessario attivare il nostro pensiero critico e riflettere, usare il nostro discernimento, avere consapevolezza nell’informarsi, fiducia nelle regole che il governo ci impone e responsabilità personale nel nostro modo di agire. Crediamo che Rinascita Cristiana ci ha formati a tutto questo!
Che la Speranza di tempi migliori non ci abbandoni mai, noi siamo con voi con il nostro affetto e con le nostre preghiere e cercheremo di portare avanti i nostri obbiettivi e progetti sempre con l’aiuto del Signore.
Vi abbracciamo uno per uno, i vostri ResponsabiliSerena, Padre Licio, Francesca
Messaggio per la quaresima: compassione per le vittime innocenti
“Mettere il mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria”. È un appello a 360°, quello con cui si conclude il messaggio del Papa per la Quaresima sul tema “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio”. “Anche oggi – scrive Francesco – è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo”. “La condivisione nella carità rende l’uomo più umano”, la tesi del Papa: “L’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo”. L’appello a tutti è conversione e preghiera due atteggiamenti caratteristici del tempo quaresimale.(Il messaggio del Papa)
Querida Amazonia: l’Esortazione post-sinodale
Il documento traccia nuovi cammini di evangelizzazione e di cura dell’ambiente e dei poveri e auspica un nuovo slancio missionario incoraggiando il ruolo dei laici nelle comunità ecclesiali.
“L’amata Amazzonia si mostra di fronte al mondo con tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero”. Inizia così l’Esortazione apostolica post-sinodale, Querida Amazonia. Il Pontefice, nei primi punti, (2-4) spiega “il senso di questa Esortazione” ricca di riferimenti a documenti delle Conferenze episcopali dei Paesi amazzonici ma anche a poesie di autori legati all’Amazzonia. Sottolinea che desidera “esprimere le risonanze” che il Sinodo ha provocato in lui. E precisa che non intende né sostituire né ripetere il Documento finale che invita a leggere “integralmente”, auspicando che tutta la Chiesa si lasci “arricchire e interpellare” da esso e che la Chiesa dell’Amazzonia si impegni “nella sua applicazione”. Francesco condivide i suoi “Sogni per l’Amazzonia” (5-7), la cui sorte deve preoccupare tutti perché questa terra è anche “nostra”. Formula cosi “quattro grandi sogni”: che l’Amazzonia “lotti per i diritti dei più poveri”, “che difenda la ricchezza culturale”, che “custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale”, che infine le comunità cristiane siano “capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia”.
Mediterraneo, frontiera di pace
Si è concluso domenica 23 febbraio a Bari, con la Messa celebrata da Papa Francesco, l'incontro Mediterraneo frontiera di pace” promosso dalla CEI, che ha riunito 58 vescovi di 20 nazioni affacciate sul grande mare.Due i grandi temi che si sono affrontati: la trasmissione della fede e il rapporta tra Chiesa e società.
Nella Messa iniziale il Cardinale Bassetti, presidente della CEI, ha reso evidente l'obiettivo dell'incontro: cercare nuove vie di riconciliazione tra i popoli: “Sono convinto che la pace nel mondo dipenda dalla pace nel Mediterraneo”, spiega il cardinale. Per questo il Mediterraneo, oggi “ridotto a tomba di migliaia di fratelli”, deve tornare ad essere “mosaico delle culture e delle tradizioni cristiane”, ha sottolineato ancora Bassetti nell'incontro di apertura, dove ha ricordato le situazioni di ingiustizia e iniquità che “minano il fondamento dei diritti inviolabili della persona” e ha indicato con chiarezza il ruolo delle Chiese “Chiese che ritornano costantemente alle sorgenti della fede... Chiese della profezia”.




