Il lavoro in un’economia sostenibile
Messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio 2020. Il lavoro in un’economia sostenibile. «Il Signore Dio pose l’uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15)
Pubblichiamo il Messaggio dei Vescovi della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Nel cammino che la Chiesa italiana sta facendo verso la 49ª Settimana Sociale di Taranto (4-7 febbraio 2021) siamo chiamati a coniugare lavoro e sostenibilità, economia ed emergenza sanitaria. L’opera umana sa cogliere la sfida di rendere il mondo una casa comune. I credenti possono diventare segno di speranza in questo tempo. Capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo. «Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci e per essere all’altezza del nostro compito nel mondo». (Leggi testo completo)
Rinascita dopo il Coronavirus
Una lettera della Responsabile Nazionale.
Rinascita. Questa parola, questa realtà, mi accompagna da venti anni, quanti sono gli anni che ho passato nel Movimento Rinascita Cristiana. Devo dire però che mai l’ho sentita viva e fremere dentro di me come ora! Rinascere, dopo essere stati colpiti dal coronavirus con tutta la sua malefica potenza è duro e faticoso. Non parlo solo del dolore fisico, ma soprattutto della sofferenza psicologica; un’ esperienza di morte e di vita sconvolgente. Mai avrei creduto di vivere di persona le parole del salmo 23 (22) “Iaweh è il mio pastore”.
Sì, mi sono ritrovata in quella ‘valle oscura’ e lì ho trovato il Signore, il buon pastore che mi aspettava, mi faceva strada con il suo ‘bastone’ e il suo ’vincastro’, mi sosteneva e mi dava la forza per uscirne. Ho sentito sulla mia pelle la forza e la potenza delle preghiere di tutta la comunità di Rinascita e di tante altre persone, perfino di alcune che, a detta loro, si dichiaravano atee. Ero stremata e Lui mi ha dato da bere; mentre ero prigioniera di quella ‘palla’ che mi sparava la vita nei polmoni rattrappiti dalla malattia, ho chiesto il Suo aiuto e Lui non me lo ha fatto mancare. La paura che sentivo dentro di me e che leggevo negli occhi di tutti è sparita: la certezza di una guarigione, anche se lontana, si è fatta avanti e mi ha sorretto: “Felicità e grazia mi saranno sempre compagne tutti i giorni della mia vita”.
D. Mauro Sobrino: Ogni cosa a suo tempo
Una riflessione di un nostro Assistente romano
Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo, come ci ricorda il libro di Qoelet.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Queste parole del Qoelet, libro biblico sapienziale, forse un po’ amare, ma piene di realismo, se da una parte ci mettono davanti la realtà di oggi: tempo di malattia, di restare chiusi in casa, di isolamento, di paura anche, di domande; ci aprono anche a una certa speranza: ogni tempo passa e arriva un altro tempo: verrà il tempo della salute, di uscire, di stare in compagnia, di rallegrarsi e gioire di stare insieme senza timore. Sì! Verrà questo tempo e lo aspettiamo con profondo desiderio.
Ma intanto? Intanto c’è questo tempo, non altro, e questo dobbiamo vivere, abitare, spendere senza che scorra via insignificante, come una brutta parentesi delle nostre esistenze. Non possiamo permettere a nulla e nessuno di rubarci il tempo e quindi la vita. Un animale in letargo sembra quasi morto, inerte, ma non cessano le sue funzioni vitali: batte il cuore, respirano i polmoni, invia impulsi e stimoli il cervello, e per questo, appena passata la stagione brutta, l’animale esce dalla tana vivo e capace di affrontare un nuovo tempo.
La nostra in questi giorni, non brevi, di isolamento è una vita “senza” tante cose che abitualmente ci sono e ci occupano. Forse questo fatto, in parte negativo certo, ci può provocare a vedere cosa resta dopo tutti questi “senza”, a cosa, alla fine, crediamo, cosa vogliamo per noi come essenziale, ciò a cui teniamo davvero, che dà senso alla nostra vita, che riempie il cuore, che è come il battito, il respiro, l’impulso cerebrale che mi rendono vivo anche nel rallentamento e assenza di tante cose.
Non c’è una risposta valida per tutti, ognuno deve cercare e trovare dentro di sé il “centro” della sua vita, ma c’è la possibilità di cercare insieme, di aiutarsi, di condividere, di comunicarsi il segreto di quella piccola felicità che ancora e sempre è possibile.
Con Cristo a bordo non si fa naufragio
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.
Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore
Di seguito il testo integrale dell'omelia pronunciata da Papa Francesco al momento di preghiera straordinario in tempo di epidemia.
Messaggio dell'Assistente Nazionale
Alla mia gente di Rinascita Cristiana! In particolare al Consiglio Nazionale, al Comitato consultivo, ai responsabili ed assistenti diocesani, ai responsabili nazionali emeriti, ai miei gruppi romani…
“E’ mio fratello… che viene con me… | È mia sorella… che viene con me… | È la mia gente… che viene con me… | Lungo la strada , Signor, che porta a te…“. Visione semplicemente potente di un popolo (sì, anche di Rinascita) che ama la vita e il Dio che è amante della vita. Camminavamo e pregavamo, cantando questa canzone che mi torna alla memoria improvvisamente, non appena accendo il computer per mettermi in contatto con voi. Avevamo in programma - un po’ tutti - un… po’ di cose da fare, noi di Rinascita! Lo dico senza retorica, ma le attività di questo anno cominciavano timidamente a dirci: continuiamo in RC senza stancarci: la primavera è vicina.
In questi giorni, che non ci permettono una normale attività dei gruppi, cresce in RC il bisogno di sentirsi ed andare avanti: telefono, internet. Aiutiamoci: insieme cantando, pensando, pregando.. Approfittiamo di questo tempo: tempo di sofferenza e di solitudine; ed anche di lutto. Ma anche tempo per rileggere con calma e con onestà, nella memoria e in visione prospettica, il bene dato e ricevuto e quanto ancora di bene, di gioia, di bellezza, di pace, ecc. possiamo condividere con chi … “viene con me” - non è questo “regno di DIO”? – Ho preso in mano insieme a Serena e Francesca il convegno di Rimini (1994) per fare il punto sul cammino del nostro movimento. Mi sono ricordato del canto:
La speranza no, non muore: brilla ancora il sole in ciel |Soffio vivo ci sospinge; luce e azzurro su di noi | il Signore ci accompagna e cammina in mezzo a noi.
Nel sole della Pasqua è risorto e vive in noi | Nei solchi della storia verso il Regno che verrà: |una terra liberata, una nuova umanità.
In realtà la speranza fa parte del DNA di Rinascita Cristiana, visti i tempi e gli obbiettivi del suo nascere.
Siamo uniti nella memoria e nel desiderio; lo sguardo nella stessa direzione.



