Non si tratta solo di migranti
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019 è stata celebrata domenica 29 settembre 2019 con una celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre in Piazza San Pietro.
Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la “globalizzazione dell’indifferenza”. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali. L’atteggiamento nei loro confronti rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto. Infatti, su questa via, ogni soggetto che non rientra nei canoni del benessere fisico, psichico e sociale diventa a rischio di emarginazione e di esclusione. (L'intero messaggio di Papa Francesco)
Card. Bagnasco: Un'Europa disunita sarebbe la fine del continente
A Firenze un Seminario Europeo promosso da Rinascita Cristiana e dai movimenti del MIAMSI di Francia, Belgio e Portogallo. Ha portato il suo saluto il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, invitando i presenti ad “assumere atteggiamenti inclusivi, in una società sempre più escludente che caratterizza alcuni territori d’Europa e l’Italia. Centrale nel Seminario è stata la relazione del card. Angelo Bagnasco che ha invitato i cristiani ad essere messaggeri di futuro.
Al termine dei lavori un Messaggio ai movimenti.
“L’Unione Europea si trova in affanno”. Ma “un’Europa disunita sarebbe un dramma e forse la fine del Continente”. A lanciare l’allarme è il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), per il quale “quanto più le spinte divisive sono forti, tanto più c’è bisogno di unità, e le spinte centrifughe devono essere lette con intelligenza, senza sufficienza o arroganza”. “Di fronte alla globalizzazione, è evidente che solo insieme si può vivere per non diventare mercato a basso costo”, ha affermato il card. Bagnasco intervenendo al Seminario Europeo che fino a domani vede riuniti a Firenze Rinascita Cristiana e altri movimenti che ne condividono l’ispirazione e l’impegno culturale in Francia, Portogallo e Belgio per confrontarsi sul tema “Nella diversità una strada comune per l’evangelizzazione”.
Mons. Soddu: strumentalizzare le paure è il pericolo più grande
“Agitare lo spettro di invasioni, pur smentite dalle statistiche o sventolare quello dell’insicurezza, laddove una visione complessiva fatica a cogliere le radici fattuali di essa, al di là di episodi della cronaca esecrabili e dolorosi, ma non generalizzabili” rappresenta “il modo per introdurre modelli di convivenza del tutto estranei alla nostra tradizione, oltreché in buona parte estranei al messaggio evangelico, che rischiano anche di indebolire la capacità del nostro paese di costruire una comunità nazionale coesa, accogliente e solidale”. “Occorre migliorare il testo del decreto Salvini” afferma mons. Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana. “È la strumentalizzazione delle paure esistenti a costituire il pericolo più grande a generare politiche che sembrano porre in discussione i principi di bene comune, accoglienza, di tolleranza, di solidarietà, più profondamente iscritti nel nostro modello di convivenza civile e nella nostra Costituzione, in cui è contenuto anche il Vangelo”. Oggi “la politica sembra aver cambiato radicalmente direzione” tanto che “i principi che solo pochi anni fa non ci si sarebbe nemmeno sognati di porre in discussione vengono considerati quasi come degli inutili orpelli”. “Il tema della democrazia e della partecipazione rappresenta con molta probabilità la sfida tra le più cruciali che ci vengono poste innanzi nei tempi non facili che stiamo vivendo”, ha osservato mons. Soddu evidenziando che questa sfida chiama in causa tutti, sia “come cristiani, preoccupati di testimoniare il Vangelo con la nostra vita” sia “come cittadini, impegnati nella costruzione di un bene comune condiviso in cui la centralità della persona umana sia riconosciuta e garantita”.
Serve “un impegno di tutti, su molti fronti, con politiche inclusive e generative, ad ogni livello”, ha confermato l’economista Pierluigi Grasselli, docente all’Università di Perugia, per il quale occorre “una cooperazione diffusa, una fiducia reciproca, un clima di unitarietà e di coesione, che in Italia oggi contrasta nettamente con lo spirito divisivo, di accesa e rancorosa competizione, portato avanti nel nostro Paese”. In questo orizzonte, si inserisce il ruolo di Rinascita Cristiana, chiamata a “superare la prevalente assenza di pensiero del mondo attuale, andando oltre il ricorso generalizzato a opinioni, percezioni, slogan” e a “migliorare il processo di conoscenza, verificando le informazioni, valutando le percezioni, approfondendo il discernimento”.
“È finito il tempo delle attese: ci siamo messi al servizio della Parola, non possiamo più far finta di nulla se non vogliamo domani essere irrilevanti. I nostri valori sono quelli che troviamo nella Costituzione, li vogliamo ritrovare anche nelle nostre leggi”, ha concluso Serena Grechi, presidente nazionale di Rinascita, per la quale “è tempo di raccogliere le sfide di questo tempo, di fare delle scelte, dire che noi ci siamo e che vogliamo esserci, ogni volta che c’è un’ingiustizia e che il nostro fratello ci chiede aiuto”.
(Consulta la rassegna stampa a cura di Stefania Careddu)
Abitare i conflitti: lavoro, famiglia, diritti sociali, diritti privati e corruzione
Il lavoro dell'anno nei gruppi di Rinascita Cristiana
Una delle sfide di oggi è controllare i conflitti, impegnandosi a trasformare le situazioni di potenziale rottura, personale o collettiva, in nuove opportunità; è il nostro agire, infatti, che può far diventare i conflitti occasioni di sviluppo e di crescita futura. Da queste premesse di fondo è partito il percorso di quest’anno. Nelle sintesi arrivate dalle città si coglie il disagio provocato dai contrasti e dalle contraddizioni che caratterizzano questo tempo di accelerazione senza tregua in cui tutto cambia e viene messo in discussione e in cui il dominio del vivere qui e ora annulla la durata degli affetti e di tutte le esperienze.
Si è spiazzati come cittadini e come credenti di fronte alla complessità del mondo e ai suoi interrogativi inaspettati, cui vorremmo rispondere a partire dalla la nostra identità cristiana, ma aperti a valutare con discernimento le sue provocazioni.
Rendere abitabile un conflitto non vuol dire sempre risolverlo, anche perché a volte non c’è una soluzione immediata, ma sapere che malgrado ciò vi è la possibilità di vivere al suo interno con generosità, dignità. Non costruiremo il futuro restando a guardare con virtuosa indignazione guerre fratricide e mazzette, ma cercando di assumere in prima persona la responsabilità di tutto questo confidando nell’aiuto di quel Dio incarnato che del conflitto e del contrasto ha fatto esperienza dirette venendo ad abitare in mezzo a noi.
Il MIAMSI presso il Consiglio d’Europa
E' interessante capire come è strutturata la nostra presenza, tramite il MIAMSI, nel Consiglio d'Europa. Le nostre inchieste e i nostri resoconti servono ad alimentare e rendere efficace questa presenza.
Il funzionamento del Consiglio d’Europa è strutturato su tre colonne: i paesi membri attraverso il Comitato dei ministri e l’Assemblea parlamentare, le autonomie locali attraverso il Congresso delle Autorità locali e regionali e la società civile attraverso la Conferenza delle ONG. Tutti questi attori partecipano alla formulazione della politica sociale europea.
Per la sua attività di partecipazione alla formulazione e controllo delle politiche sociali europee, la Conferenza delle ONG si è dotata di commissioni tematiche che sono divise a loro volta in gruppi di lavoro su questioni specifiche.
Il MIAMSI, del quale Rinascita Cristiana è parte nonché movimento fondante, a Strasburgo è integrato in tutte le commissioni e in numerosi gruppi di lavoro.
Nella Commissione diritti umani partecipa ai seguenti gruppo di lavoro: povertà e grande povertà; problemi di rispetto dei diritti e nel “vivere insieme” posti dalla trasformazione in digitale delle nostre società; protezione dei diritti umani e affermazione del ruolo della società civile nel controllo del loro rispetto.
Nella Commissione democrazia, coesione sociale e sfide mondiali partecipa ai gruppi di lavoro sulla prevenzione della corruzione che impegna la società civile e sulla protezione dell’essere umano e della dignità umana.
Nella Commissione educazione e cultura partecipa ai gruppi di lavoro sulle città interculturali (politiche per l’integrazione culturale per il quale il Consiglio d’Europa propone un programma apposito che ha visto l’adesione del movimento di Rinascita Cristiana a Firenze), sul diritto all’educazione continuata e sulle questioni del digitale (informatica) nell’educazione.
Vi sono anche gruppi di lavoro che s’interessano ad argomenti che sono trasversali a quelli trattati dalle tre commissioni: tra questi, il MIAMSI partecipa a quello sulla coesione sociale e territoriale e a quello sulla cittadinanza digitale.



